L’utilizzo secolare del territorio lessino per il pascolo ovino e bovino è messa in risalto da numerose strutture e segni. Gli elementi tipici presenti nel territorio sono generalmente distinti in strutture funzionali, sistemazioni e segni d’uso.
Le strutture funzionali sono strettamente connesse con il tipo di utilizzo delle risorse.
Nel territorio l’unità funzionale fondamentale è la montagna, vale a dire un’area di pascoli di dimensioni di alcuni ettari, fornita di edifici sia per la lavorazione del latte, sia per il ricovero del bestiame, e delimitata da confini naturali o artificiali. Il termine tradizionale montagna indica un territorio a pascolo, inteso come risosra e patrimonio, mentre il termine malga è usato prevalentemente per indicare il complesso degli edifici, e in particolare il baito, che oltre a fornire ospitalità ai malgari è il luogo della lavorazione del latte. Nell’ambito di ciascuna montagna le principali strutture funzionali sono rappresentate da edifici, strade, recinzioni, pozze d’acqua, ricoveri e riserve, tutte sapientemente integrate nel paesaggio.
Le malghe sono strutture basse e di dimensioni modeste; i muri sono costruiti con blocchi di ammonitico o dei calcari oolitici, mentre il tetto da lastre del Rosso ammonitico o della Scaglia rossa, sostenuto da grosse travi. Si presentano in gruppi di due o tre edifici situati a distanze variabili fra pochi metri e qualche decina di metri. In ciascun gruppo si distinguono il baito che rappresenta il laboratorio per la lavorazione del latte e la produzione del formaggio, e nel contempo la dimora dei malgari; una piccola stalla per il ricovero dei capi ammalati, i vitellini ecc.; la casara ove immagazzinare e conservare i formaggi, che in molti casi è situata nel seminterrato del baito; una porcilaia, spesso a ridosso del baito; una stalla moderna di ampie dimensioni per il bestiame. In prossimità degli edifici è possibile trovare anche una cisterna d’acqua per la raccolta dell’acqua piovana che cade sui tetti, e un pozzo per la conservazione del ghiaggio (ghiacciaia), coperto da lastre o da una volta in pietra coperta da un cumulo di terra.
Nell’ambito del rilievo degli alti Lessini, questi gruppi di edifici sono collocati in posizioni caratteristiche, la maggiorparte, infatti, si trova su dorsali e cocuzzoli in posizione dominante e ben arieggiata.
Le malghe sono collegate tra loro da un reticolo di strade bianche costruite in diversi momenti, ma soprattutto nell’ultimo trentennio, che non alterano il paesaggio del pascolo. Difficili da riconoscere sono, invece, le tracce delle vecchie vie armentarie, se non attraverso indagini sull’arecheologia del paesaggio. Tuttavia, vari indizi permettono di localizzare le principali vie lungo i fondi dei vaj e delle vallette che portano agli alti pascoli.
Le proprietà sono delimitate da recinzioni costituite da lastre di pietra infisse verticalmente nel terreno, o da muri a secco alti circa un metro e larghi mezzo, o da reticolati. I muri a secco sono diffusi soltanto nei pascoli collocati sul Rosso ammonitico o sui Calcari oolitici ove è stato praticato lo spietramento, mentre i reticolati di filo spinato sono frequenti nei pascoli del Biancone.
Tipici elementi del paesaggio lessino sono le pozze d’acqua, circa 400, disseminate su tutte il territorio. Si tratta i prevalenza di conche di origine naturale o artificiale con una profondità inferiore ai due metri e un diamemetro che varia tra i 5 e i 60 metri. La conca spesso è di origine artificiale, ottenuta sbarrando una vallecola con un piccolo argine in terra battuta o scavando una conca e accumulando nel contempo il materiale di riporto a valle come argine. Generalmente una pozza possiede un piccolo bacino idrografico, nell’ambito del quale l’uomo è intervenuto scavando solchi di scorrimento.
In prossimità del baito si trovano gruppi di grandi alberi, i ricoveri, utilizzati per offrire alle mandrie un riparo dai raggi solari e dalla pioggia, e le riserve, piccoli appezzamenti di bosco recintati atti a fornire legna da bruciare nel baito.
Altri segni dell’attività dell’uomo sugli alti pascoli sono le piazzole per le carbonaie, le piccole cave di pietra e il sentieramento.
Le piazzole per le carbonaie sono piccoli ripiani sui versanti, dal diametro di quattro, sei metri, create allo scopo di potervi erigere le cataste di legna di faggio che, dopo essere state ricoperte con foglie e terra venivano bruciate lentamente per produrre il carbone. Le piccole cave di pietra sono situate non lontano dalle malghe che hanno fornito i materiali per la loro costruzione. Il sentieramento rappresenta uno dei segni più diffusi e caratteristici dell’uso del pascolo: il passaggio sui versanti del bestiame ha determinato l’individuazione di numerosi sentieri o tracce.
