Nasce il "Comitato Salento rurale" per valorizzare il territorio attraverso le costruzioni in pietra a secco

Con l’intento di intraprendere un “Censimento delle costruzioni in pietra a secco e linee guida per un loro monitoraggio” è stato costituito il Comitato Salento Rurale a cui aderiscono: i dipartimenti dei Beni delle Arti e della Storia e di  Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università di Lecce; il Laboratorio di Botanica Sistematica; l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (A.I.I.G.) – sezione di Lecce; il gruppo speleologico leccese ‘Ndronico; il coordinamento provinciale di Lecce “Italia Nostra”; il coordinamento provinciale di Lecce del WWF; l’Associazione INTEGRA; la delegazione leccese del FAI; gli studenti di Geografia della Facoltà di Beni Culturali dell’ateneo salentino.


L’attività del comitato prevede il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo di agenti di conservazione della naturalità diffusa e del valore storico-culturale dei beni rurali presenti nel territorio salentino.


L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del progetto “Conservazione e valorizzazione degli elementi tipici del paesaggio rurale salentino”, intende sostenere la conservazione, il recupero e la valorizzazione delle diverse tipologie di edilizia rurale secondo parametri di sostenibilità, promovendone il rispetto sulla base di una strategia integrata di intervento per lo sviluppo economico locale.


È possibile aderire all’iniziativa inviando una e-mail con i propri dati anagrafici ai seguenti indirizzi:

anna.trono@ateneo.unile.it;
francesco.grassi@libero.it
;
nuzzomarcella@libero.it;
l’adesione dovrà pervenire entro venerdì 15 luglio 2005.



Le strutture insediative rurali, un tempo sede di residenza e lavoro di numerose famiglie contadine, giacciono attualmente in stato di degrado e di abbandono.


I muretti a secco, realizzati attraverso il lavoro di spietramento della terra da destinare all’agricoltura, rappresentano una testimonianza ulteriore dell’economia agricola, della cultura locale e della storia, delle tradizioni popolari del territorio e, ospitando frequentemente una flora relittuale espulsa dai terreni agrari, hanno funzionalità di corridoi ecologici attraverso i sentieri.


La tutela del territorio rurale va perseguita nelle sue diverse valenze per accrescere l’identità sociale della collettività e per promuovere lo sviluppo economico di dell’area, rappresentando un “capitale” che produce reddito e occupazione.


Nel processo di valorizzazione dei beni culturali rurali, accanto agli obiettivi di conservazione e tutela, va considerato quello della loro fruizione, allo scopo di attivare un circolo virtuoso di benefici per l’economia del territorio.



Il progetto prevede le seguenti attività:



  • delimitazione di ambiti d’indagine e di intervento secondo criteri di omogeneità.

  • individuazione e classificazione degli elementi del paesaggio rurale così come sopra definiti, dopo una  preliminare fase di documentazione e stesura delle schede di rilevazione.

  • ricerca sul campo e redazione delle schede di rilevamento e corredo cartografico

  • realizzazione di un data base in ambiente GIS

  • realizzazione di un dossier documentario anche in forma multimediale.

  • identificazione di linee guida finalizzate al recupero ed alla valorizzazione dei beni culturali inseriti nella matrice rurale del paesaggio salentino.

  • proposte normative e strumenti di tutela, recupero e vincolo dei beni rurali censiti.



L’attività di censimento, inventariazione e documentazione cartografica con tecniche GIS  delle diverse tipologie di edilizia rurale, è volta al raggiungimento dei seguenti risultati:



  • realizzazione di un data base in grado di raccogliere, catalogare, inventariare tutte le strutture in pietre a secco del Salento leccese;

  • determinazione di misure per la conservazione e per il mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità di tali beni;

  • definizione di percorsi turistici culturali correlati a tali elementi di attrazione;

  • indicazioni di norme di vincolo delle strutture rurali, che siano adottate dalle amministrazioni regionale, provinciale e comunali, in relazione agli strumenti di pianificazione. Tali norme consentiranno di individuare la responsabilità civileper danno all'ambiente rurale derivante da attività diverse che distruggono e/o danneggino le strutture, e prevedere un adeguato risarcimento del danno.



Le aree geografiche di indagine verranno progressivamente definite secondo parametri di forte densità dei beni rurali e stato di rischio (saccheggio, demolizione, crollo).



  • versante sud occidentale del Salento leccese (Serra Campilatini: Galatone, Seclì, Neviano, Sannicola)

  • versante nord orientale Salento leccese (Lecce, Vernole e Melendugno)

  • Salento leccese meridionale (Serre Falitte: Gagliano del Capo, Castrigano del Capo, Patù,)

  • Grecìa salentina (Serre di Martignano: Martignano,  Martano, Carpignano Salentino ).

 





Tratto da: www.unile.it


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